Nel mio lavoro con decine di strutture in tutta Italia, ho capito che spesso non sono solo la mancanza di budget o di tecnologia a frenare un hotel. Sono piccoli errori, ripetuti nel tempo, che compromettono il risultato finale. Te ne racconto tre tra i più comuni – e cosa puoi fare per evitarli.
1. Prezzi fissi tutto l’anno
Molti hotel usano ancora listini rigidi, ignorando che la domanda cambia di continuo: per stagione, eventi, persino per giorno della settimana. Così si finisce con camere vuote nei periodi deboli e margini persi quando la domanda è alta.
Meglio lavorare con delle fasce tariffarie (per iniziare), adattare i prezzi settimanalmente e usare strumenti semplici (anche solo un Excel) per monitorare l’occupazione. Non serve complicarsi la vita: serve una mentalità più dinamica.
2. Dipendere solo dai portali
Booking & Co. sono utilissimi, ma non possono essere l’unico canale di vendita. Se ti affidi solo a loro, perdi controllo, margine e identità.
Punta a potenziare il sito diretto con offerte esclusive, raccogli email dei clienti e sfrutta strumenti come Google Hotel Ads o le convenzioni aziendali. Più canali = più equilibrio.
3. Nessuna strategia chiara
Molti hotel aprono le vendite e “vedono come va”. Ma senza una direzione, si naviga a vista. I risultati diventano casuali, e quando il mercato cambia (come succede sempre), si va in affanno. Definisci almeno un obiettivo annuale (es. +10% fatturato), crea un piano mensile e, se serve, affidati a un occhio esterno per vedere meglio dove stai perdendo opportunità.
Fare ospitalità oggi è molto più che accogliere bene: è pianificare, leggere i numeri, migliorare ogni mese. La buona notizia? Non servono grandi budget. Serve solo metodo.
Se vuoi partire con il piede giusto, ci sono qui io.
Jean-Pierre – Officina Hotel


